21/06/14

sì! viaggiare


Qualche giorno fa ho scritto che un viaggio è sempre un piccolo miracolo perché ci permette di vedere posti magnifici e di riflettere su molte cose, noi stessi, i nostri rapporti, le scelte che abbiamo fatto e che dobbiamo fare.

Più aumenta la distanza fisica e mentale dal nostro modo di vivere quotidiano più riusciremo a trovare le risposte ai nostri dubbi e alle nostre domande.

Così in mezzo a qualche foto del Sinai ecco dei pensieri vagabonding 






Andarsene da casa è una specie di perdono e,
quando si arriva tra sconosciuti, ci si stupisce del fatto che sembrino persone per bene.
Nessuno vi deride o spettegola su di voi, nessuno invidia i vostri successi o gode per le vostre sconfite.
Dovete ricominciare, è una specie di redenzione.
[Garrison Keillor, Leaving Home



A volte dobbiamo fuggire nelle solitudini aperte, nell'assenza di scopi, nella vacanza morale consistente nel correre puri rischi, per affilare la lama della vita, per saggiare le difficoltà ed essere costretti a sforzarsi disperatamente, vada come vada.
[George Santayana, The Philosophy of travel]




Il piacere di viaggiare è tutto negli ostacoli, nella fatica e anche nel pericolo. Che fascino possiamo trovare in un'escursione in cui siamo sempre sicuri di raggiungere la meta, di avere i cavalli che ci aspettano, un letto morbido, un'ottima cena e tutti gli agi e le comodità di cui possiamo godere anche a casa nostra?
Una delle grandi disgrazie della vita moderna è la mancanza di soprese e l'assenza di avventure. Tutto è così ben organizzato.
[Théophile Gautier, Espana]





Spesso sento che vado in zone lontane del mondo solo per ricordarmi chi sono... Quando ci si priva del proprio ambiente, degli amici, delle abitudini quotidiane, del frigorifero pieno di cibo, dell'armadio pieno di abiti, si è costretti a vivere un'esperienza diretta che, inevitabilmente, vi fa capire chi veramente sta facendo quella esperienza. Non è sempre comodo, ma rinvigorisce sempre.
[Michael Crichton, Viaggi

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